I.P.S.S.A.R. KAROL WOJTYLA di Catania

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Progetto Bicocca

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Giorno 30 Marzo si è concluso, nel plesso di Bicocca dell’Istituto Alberghiero K.Wojtyla  di Catania,  il progetto denominato “ Inserimento lavorativo dei detenuti”. L’iniziativa, che si pone in continuità con il progetto dello scorso anno e che ha visto durante l’estate gli studenti detenuti realizzare ben 2000 pacchi di grissini devoluti in beneficienza alla Caritas di Catania, è nato pensando al loro inserimento nel campo lavorativo in modo concreto, utilizzando delle risorse umane con una gran voglia di riscatto e per offrirgli una reale opportunità di misurarsi con un’esperienza pratica.

Il progetto gli ha insegnato come avviare una attività economica, dunque, le lezioni sono state centrate sulle spiegazioni di come quest’ultima diventi operativa a partire da tutte quelle attività consone ai detenuti, una volta scontata la pena.

Scrive Cesare Beccaria nel suo importante libro “Dei Delitti e della pene”: “ il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione...”

Già nel ‘700 uno dei più importanti illuministi italiani, aveva compreso che cultura e prevenzione sono gli unici strumenti contro la violenza. In questo senso, il trattamento rieducativo, costituisce una parte del trattamento penitenziario, in quanto nel quadro generale e nei principi di gestione che regolano le modalità della privazione della libertà personale, si inserisce il dovere dello Stato di attuare l'esecuzione della pena o della misura di sicurezza in modo tale da tendere alla rieducazione del soggetto ed abbattere il tasso di recidiva di chi viene rimesso in libertà dopo aver scontato la pena.  L’istituto alberghiero di Catania ha sposato, attraverso la scuola all’interno della sede di Bicocca, questo principio ideale cioè che deve esserci una separazione tra il reato commesso e la persona, poiché egli è, nonostante le circostanze, un individuo complesso, fatto di contraddizioni come chiunque altro,  dotato di un patrimonio emotivo, cognitivo e comportamentale che la scuola deve comprendere e valorizzare. Dunque,  il progetto  ha semplicemente voluto offrire al detenuto una possibilità finalizzata al potenziamento delle sue abilità e competenze, senza mai dimenticare l’efficacia della relazione umana che sta alla base di ogni esperienza didattica.

Gli attori coinvolti sono stati il prof. Scibilia per la parte tecnica, lo chef internazionale D’Agostino per la parte pratica e laboratoriale, gli studenti del secondo periodo didattico,  la tutor e responsabile del plesso prof.ssa Nastasi.

Lo chef  ha mostrato come ottimizzare i costi di produzione, utilizzando materie prime povere, per la realizzare un piatto a basso costo.

Gli studenti detenuti hanno seguito sia le lezioni teoriche che quelle pratiche, con grande interesse e impegno nonché con una partecipazione assidua. Hanno seguito le indicazioni dello chef come una vera a propria brigata di cucina, ciascuno con i propri compiti, ciascuno rispettando le consegne per la realizzazione della pietanza. Vederli così motivati nella cucina di Bicocca, fortemente implementata di attrezzature durante questi anni di scuola alberghiera, per un attimo ha fatto cadere le barriere che separano il mondo della reclusione e quello della normalità, per cui si può affermare che la scuola carceraria rappresenta, veramente, uno spazio di libertà all’interno dell’istituto penitenziario. Il Dirigente scolastico, Dott.ssa Di Piazza, nel ringraziare tutti i soggetti coinvolti per il fruttuoso percorso intrapreso, non ha mancato di sottolineare che la possibilità di raggiungere determinati risultati è sempre frutto di un lavoro di squadra che coinvolge gli insegnanti, l’area educativa e la polizia penitenziaria poiché tutti insieme si concorre alla realizzazione di un obiettivo comune: offrire agli studenti detenuti un’alternativa. E’ proprio questo che ha reso così importante,  in  questi dodici anni, la presenza dell’Istituto alberghiero all’interno della casa circondariale di Bicocca.

Cosa ricordare, in conclusione, di questa attività?  Due cose: il sorriso e la cordialità di tutte le persone, dai detenuti, ai rappresentanti della scuola, alla professionalità della polizia penitenziaria; il valore immenso dell’istruzione, unica e insostituibile arma per qualsiasi forma di emancipazione sociale.

Prof.ssa Giovanna Nastasi

Responsabile plesso Bicocca

 

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